Quali Sono gli Strumenti, Fisici o Psicologici, che Ottengono Maggiori Risultati nel Mantenere i Pazienti Motivati e nell’Evitare Sgarri o un Ritorno ad Abitudini Alimentari Sbagliate?

Innanzitutto giova ricordare che l’obesità è una patologia cronica e che va considerata tale già dal primo momento in cui essa si presenta.
Pertanto non è realistico pensare di potersene liberare “una volta per tutte” e per giunta in tempi brevissimi!

Ciò non significa però che non si possa ottenere una iniziale, drastica e rapidissima riduzione del peso corporeo, ricorrendo a regimi dimagranti estremi (soltanto per pazienti che non presentino preclusioni a tali trattamenti e sempre sotto la guida strettissima di un medico specialista esperto).

Va comunque considerato che le diete fortemente restrittive, che sono tutte quelle a base proteica, devono necessariamente avere una durata limitata nel tempo. Questi regimi dietologici, quali la dieta col Sondino, le VLCD (ossia le diete a bassissimo tenore calorico), e comunque tutte le diete chetogenetiche, mirano alla diminuzione-lampo del tessuto adiposo in assenza di fame per opera della chetosi, e con la protezione della massa magra (muscoli, ossa, ecc.) grazie all’apporto proteico.
La loro durata non può che essere limitata nel tempo per svariati motivi, quali la tollerabilità del cambiamento drastico delle abitudini alimentari e lo stress cui l’organismo è sottoposto sia sul piano organico che su quello psicologico.

Quindi, se è vero che queste strategie dimagranti rapide possono essere utilmente attuabili per un limitato periodo, per “rompere” con le abitudini alimentari sbagliate, è anche vero che le stesse non sono più concepibili nella fase successiva a quella del dimagrimento, cioè quella del mantenimento dei risultati comunque raggiunti!
Nella fase di mantenimento infatti, dopo che l’organismo si è “resettato”  raggiungendo un nuovo e migliore equilibrio, viene richiesto al paziente di mantenere le correzioni apportate alle proprie abitudini alimentari, seguendo una alimentazione variata ed equilibrata, unitamente ad una opportuna ed indispensabile attività fisica per il resto della vita, in modo tale da non  ricadere nel riacquisto del peso in eccesso. Pertanto, nella fase intermedia del dimagrimento, qualunque regime dietetico dovrebbe sfumare nel mantenimento, mirando ad un lentissimo e sereno calo dell’eccesso ponderale residuo, cercando il miglior compromesso fra l’efficacia nel raggiungimento di tale finalità e la vivibilità della dieta.

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